The Brian Jonestown Massacre – Don’t Get Lost (2017) Full Album. #worldmusic #psychedelicrock #antonnewcombe


Tracklist:
1. Open Minds Now Close 0.00
2. Melodys Actual Echo Chamber 8.12
3. Resist Much Obey Little 12.10
4. Charmed I’m Sure 16.09
5. Groove Is In The Heart 19.10
6. One Slow Breath 23.51
7. Throbbing Gristle 31.01
8. Fact 67 37.28
9. Dropping Bombs On The Sun 44.02
10. UFO Paycheck 50.48
11. Geldenes Herz Menz 54.45
12. Acid 2 Me Is No Worse Than War 58.12
13. Nothing New To Trash Like You 1.03.41
14. Ich Bin Klang 1.07.18

I Brian Jonestown Massacre sono un gruppo musicale californiano, formatosi nel 1990 a San Francisco, sotto la guida del leader carismatico Anton Newcombe, autentico guru della neopsichedelia, personaggio tanto geniale quanto controverso, costantemente alle prese con problemi dovuti ad un carattere quantomeno difficile e all’abuso di alcool e droghe.

Il nome del gruppo da un lato rimanda a Brian Jones dei Rolling Stones e dall’altro allo spaventoso suicidio di massa di Jonestown del 1978.

Biografia

Nel 1991 Newcombe registra, incidendo da solo tutte le parti vocali e strumentali, una raccolta di canzoni che prenderà il nome di Pol Pot’s Pleasure Penthouse e che verrà pubblicata in un limitatissimo numero di cassette. Nonostante l’esiguo numero delle cassette distribuite, la qualità dei pezzi lascia intravedere il grande talento di Newcombe e il nome Brian Jonestown Massacre, per ora legato praticamente solo ad Anton al quale si affianca qualche musicista di passaggio, incomincia a imporsi come realtà cult della scena indie californiana. Da questo periodo, nonostante nella propria storia la line-up della band vedrà il passaggio di un altissimo numero di musicisti, entrano nella band dei personaggi importantissimi della formazione storica dei Brian Jonestown quali Ricky Maymi, Matt Hollywood e Jeff Davies.

Del 1993 è una raccolta di incisioni che inizialmente avrebbe dovuto far parte dell’album di esordio della band, che uscirà col nome di Spacegirl & Other Favorites che fra le sue tracce contiene pezzi storici della band come Hide and Seek, scritta da Anton a 18 anni col suo gruppo del liceo, Never Ever! e Thoughts of You per non parlare di altre canzoni che verranno riprese nei dischi successivi. Già a questo punto della sua storia il gruppo può vantare l’interessamento di alcune delle case discografiche più potenti d’America come la Elektra e la Universal che non verrà mai contraccambiato, soprattutto da Newcombe che vuole mantenere un’assoluta libertà artistica rinunciando così a parecchi soldi e alla notorietà. Questo è infatti il momento più alto della carriera dei Brian Jonestown che nel giro di tre anni pubblicheranno cinque dei loro dischi migliori, tre dei quali nel 1996. Stupisce il fatto che ogni disco abbia un sound diverso dall’altro.

Il primo di questi dischi e disco d’esordio della band è Methodrone, fortemente influenzato dallo shoegaze inglese e soprattutto da Loveless dei My Bloody Valentine. Da segnalare l’entrata nel gruppo in quei mesi del tamburellista Joel Gion, personaggio simbolo dei Brian Jonestown. Il secondo album e il primo dei tre del 1996 è Take It from the Man! che ha forti influenze rhythm and blues e che rimanda ai primi Rolling Stones e ai Beatles. Segue Their Satanic Majesties’ Second Request dove l’amore della band per gli anni 60 si fonde con strumenti musicali e sound di derivazione orientale. Ultimo album del 1996 è Thank God for Mental Illness (registrato in un solo giorno) caratterizzato da ballate acustiche folk blues e country, eccezion fatta per l’ultimo brano Sound of confusion, una suite di quattro canzoni, gioiello della band.

I Brian Jonestown nel 1997 pubblicheranno un altro disco, Give it Back!, registrato in due settimane, che contiene classici del gruppo come Servo e The Devil May Care e che vede alla chitarra il contributo del futuro leader dei Black Rebel Motorcycle Club Peter Hayes. Nel 1998 Newcombe e soci firmano per una importante etichetta indipendente, la TVT Records; nonostante i buoni propositi però la situazione non andrà nel verso migliore. I continui problemi di alcol e droga di Newcombe faranno sì che il disco pubblicato per la TVT diventerà il disco più debole fino allora pubblicato dai Brian Jonestown. Nonostante le canzoni orecchiabili infatti la mancanza di ispirazione è lampante rispetto ai precedenti lavori tanto che la pubblicazione dell’album avverrà solo grazie agli sforzi degli altri membri della band (Hollywood in primis) e al fatto che il disco sarà completato da alcuni brani già editi precedentemente. Le scarse vendite dell’album e le tensioni fra i membri della band, che sfociarono in vere e proprie risse durante i concerti (cosa che caratterizzò il percorso della band fin dagli inizi ma che a questo punto divenne ingestibile) portò allo scioglimento del contratto con la TVT e all’allontanamento progressivo di parecchie figure importanti del gruppo, come Gion e Hollywood (anche se non definitivamente). Il canto del cigno della prima parte della turbolenta vita dei Brian Jonestown Massacre fu l’EP Bringing it all Back Home – Again.

Dopo qualche anno di pausa e dopo una riabilitazione progressiva che porterà negli ultimi anni a far sì che Newcombe riesca a fare a meno di alcol e droghe i Brian Jonestown tornano con due dei loro dischi più amati dai fan e sicuramente fra i più rappresentativi per quanto riguarda il sound di una band che ha cambiato più volte la propria direzione musicale: del 2001 è Bravery, Repetition and Noise (ultimo album con Jeff Davies alla chitarra) e …And This Is Our Music del 2003 che verrà affiancato quasi in contemporanea all’EP If Love is The Drug dove la canzone che da il nome all’EP è senza dubbio una delle migliori scritte da Newcombe.

Del 2008 è il successivo album registrato fra Liverpool e l’Islanda, My Bloody Underground, che ha forti tratti sperimentali e noise, ispirato nel sound ai Velvet Underground, My Bloody Valentine e Jesus and Mary Chain.

Dal 2010 in poi Newcombe pubblica i suoi dischi dal suo quartier generale di Berlino: Who Killed Sgt. Pepper? (2010) dove il gruppo sperimenta ampiamente con la musica elettronica, Aufheben (2012) e Revelation (2014) che riportano il gruppo a un sound più classico.

Del 2015 è Musique de Film Imaginé, colonna sonora immaginaria di Newcombe ispirata ai film francesi di metà’ secolo.

ENGLISH

The Brian Jonestown Massacre is an American psychedelic rock band formed in San Francisco in 1990 and led by frontman Anton Newcombe. The band began as a shoegaze group in San Francisco in 1990. Following their debut album, the group quickly turned to a broader style of psychedelic rock, incorporating styles such as garage rock, folk rock and, later, electronica into their sound.

The band was the subject of the 2004 documentary film Dig!, and have gained media notoriety for their tumultuous working relationships and the drug use of their leader Anton Newcombe

Releases

1993–1996: Early years

The name “Brian Jonestown Massacre” is a portmanteau of The Rolling Stones‘ founder and guitarist Brian Jones and the infamous mass cult suicide in Jonestown, Guyana.[5][6] The Brian Jonestown Massacre’s debut album, Spacegirl and Other Favorites was a vinyl only release in 1993 with a limited run of 500 copies.[citation needed]The album includes the song “Hide and Seek”, the only single released from the album in 1994. The band’s follow-up album, Methodrone, was heavily influenced by the shoegaze genre that had gained prominence several years prior to its release. The album’s dreamy rock sound is comparable to bands such as Galaxie 500, Spacemen 3 and My Bloody Valentine.[7] Two tracks from the album, “She Made Me” and “Evergreen”, had been released as a double A-side single in 1992.

The band went through an intense period of recording in 1996, releasing three separate albums. Their Satanic Majesties’ Second Request reflects a pastiche of 1960s psychedelia that continues to characterize the present Brian Jonestown Massacre sound. The album also includes vast experimentation with a variety of different instrumentation including Indian drones, sitars, mellotrons, farfisas, didgeridoos, tablas, congas, and glockenspiels.[8] The title of the album is a pastiche of The Rolling Stones‘ 1967 album Their Satanic Majesties Request.[9]

The second album released in 1996, Take It from the Man! is rooted in rhythm and blues and heavily influenced by artists such as The Rolling Stones.[10] The album includes the song “Straight Up and Down” which was later used as theme music for the television drama series Boardwalk Empire (2010-2014) on the American cable network HBO.

Thank God for Mental Illness is the band’s third record released in 1996. The album explores genres such as country and rhythm and blues with vocals and acoustic guitar dominating the overall sound.[11] The album is divided into two parts, with the first part featuring mostly acoustic lo-fi songs, whilst the latter half is a series of songs merged into one track named “Sound of Confusion”. “Sound of Confusion” features both regular songs and more abstract sound collages.

1997–1998: Give It Back!, Signing to TVT and Strung Out in Heaven

The Brian Jonestown Massacre released Give It Back! in 1997, their sixth studio album. Footage from the album sessions were included in the documentary Dig!. Give It Back! includes the track “Not If You Were the Last Dandy on Earth”, a sardonic reply to The Dandy Warhols‘ single “Not If You Were the Last Junkie on Earth“, which had been directed at the Brian Jonestown Massacre. “Not If You Were the Last Dandy on Earth” was featured on the soundtrack to Jim Jarmusch‘s 2005 film Broken Flowers. Soon after the album’s release, the Brian Jonestown Massacre signed a multi-record deal with TVT Records.[11] This led to the release of the band’s seventh full-length album Strung Out in Heaven in 1998. The album includes the track “Love”, released as a CD single with a demo of the song “Wasting Away” as a B-side in the same year. Strung Out in Heaven didn’t sell as many records as TVT had hoped and they later mutually dissolved their remaining contractual obligations with the band.[citation needed]

1999–2005: Bring It All Back Home – Again, Bravery, Repetition and Noise, And This Is Our Music and We Are the Radio

The band in 2004

In 1999 the band released an EP, Bringing It All Back Home – Again, the last release to feature band member Matt Hollywood, who left the band following an onstage argument.[12] In 2001 the band released their eighth studio album, Bravery, Repetition and Noise, which includes the track “Sailor”, originally performed by The Cryan’ Shames. 2003’s And This Is Our Music demonstrates contemporary influences such as electronic music.[citation needed] The album’s title is a reference to the identically-titled, but distinct, albums This Is Our Music by the artists Galaxie 500 and Ornette Coleman.[citation needed] In 2005 the band released the EP We Are the Radio on Anton Newcombe‘s own label, The Committee to Keep Music Evil, which features a close collaboration with indie singer-songwriter Sarabeth Tucek.

2008–2015: Experimental music and recent releases

My Bloody Underground was released on Cargo Records in 2008. This album is directly inspired by the music made by the bands My Bloody Valentine and The Velvet Underground.[13] The record contains more experimental sounds than previous albums, especially in a collaboration with Mark Gardener, formerly of Ride, who co-wrote the song “Monkey Powder”. The Brian Jonestown Massacre recorded both the One EP and Who Killed Sgt. Pepper? in Iceland and Berlin in 2009. The One EP was released in November 2009 and features the songs, “One”, “This Is the First of Your Last Warning” (which also appears on Who Killed Sgt. Pepper?), an English version of “This Is The First of Your Last Warning”, and an exclusive track, “Bruttermania”. Who Killed Sgt. Pepper? was released in February 2010 and features musicians such as Unnur Andrea Einarsdottir (who recorded vocals on the previous Brian Jonestown Massacre album) and Felix Bondareff from the Russian band, Amazing Electronic Talking Cave as well as the musician Will Carruthers. Soon after the album’s release, it was confirmed that Matt Hollywood had returned to the band after an eleven-year absence. According to Anton Newcombe, he would feature on the band’s next album and toured with the band.[11]

The Brian Jonestown Massacre released the album Aufheben on May 1, 2012. Newcombe stated that the album title relates to Georg Wilhelm Friedrich Hegel‘s use of the term, whereby something is destroyed in order to preserve it. Revelation was released in May 2014. It is the first album to be fully recorded and produced at Anton Newcombe’s recording studio in Berlin.[14] Stylistically, the album mixes the traditional Brian Jonestown Massacre sound with eastern influences. Musique de Film Imaginé was released on April 27, 2015. The album is a soundtrack for an imaginary French film, and pays homage to the great European film directors of the late 1950s and 1960s such as François Truffaut and Jean-Luc Godard. It was recorded in Berlin in August 2014.

In October 2016 the band released the album Third World Pyramid, preceded by the single “The Sun Ship

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